LA MIA PRIMA SETTIMANA DI PANCHAKARMA IN INDIA

E’ arrivato l’autunno e arriva il momento di depurarsi per prepararsi all’inverno!

Il momento giusto per parlarvi del mio tanto amato Panchakarma!

Il panchakarma è un trattamento ayurvedico di depurazione che varia dai 7 a i 21 giorni, il corpo si pulisce profondamente dalle tossine e alla fine ci si sente un’altra persona!

Lasciando per il momento da parte la spiegazione tecnica di tutte le procedure usate nel panchakarma vi voglio raccontare la mia prima settimana di un detox di 21 giorni nella terra indiana.

Nell’ospedale ayurvedico della provincia di Kannur, durante il mese di dicembre, decisi di sperimentare sulla mia pelle ciò che stavo studiando, il panchakarma ebbe inizio con una lunga visita con il dottore Ayurveda e la sua assistente, diagnosi: Pitta e Vata alle stelle!!!

In altre parole avevo gli elementi fuoco ed aria squilibrati.

La prima settimana è dedicata all’oliazione interna ed esterna, perchè un corpo morbido internamente ed esternamente può essere “lavorato” senza essere spezzato.

Giorno 1: La mia lingua “conosce” il ghee (burro chiarificato)!!!

Dopo la lezione mattutina di Yoga ecco arrivare in stanza 25 ml di ghee fuso medicato con erbe ayurvediche, la prassi vuole che l’assistente bendi e tappi il naso a chi debba ingoiare il ghee per evitare il rigetto…la mia tralasciò aimè il tapparmi il naso, cosicché ebbi il piacere il degustare il ghee nella sua totalità…no comment!!!

La prassi della mia oliazione interna consisteva in 3 giorni di digiuno con la sola assunzione di ghee fuso al mattino. Durante questi 3 giorni non potevo leggere, guardare schermi elettronici, come tv o smartphone, e studiare, questo perché anche tutto ciò che guardiamo o ascoltiamo viene digerito ed assorbito. Tutto ciò che è attorno a noi produce un effetto sul nostro corpo.

 

La depurazione doveva essere totale, leggendo o ascoltando musica avrei introdotto altre informazioni all’interno del mio cervello anziché farle uscire.

Il dottore mi avvisò di un possibile cambio di umore ma prontamente gli dissi che niente avrebbe attaccato la mia positività e la mia perenne felicità!

Il secondo giorno mi arrivò in camera il bicchierino di ghee…ma questa volta con 50 ml…sigh!

Le giornate passavano molto lentamente ma serenamente, decisi di continuare a studiare anche se mi era stato sconsigliato.

Fin dal giorno uno alla sera il dottore ayurveda controlla il tuo grado di “morbidezza” con un semplice e leggero graffio sull’avambraccio, se si nota una riga bianca significa che il corpo non è abbastanza nutrito.

Passati i giorni di digiuno con il ghee, che da 3 diventarono 5 per la secchezza del mio corpo arrivò il momento di avere degli splendidi abhyangam (massaggi in sanscrito) a quattro mani e delle potenti swedana, ovvero le classiche saune ayurvediche dove tu ti siedi su uno sgabello dentro una cabina in legno con fuori la testa con dietro con erbe e legni che si affumicano grazie ad un piccolo fuocherello.

Questa fu la prima settimana del panchakarma, il periodo dove il corpo e la mente iniziano ad ammorbidirsi e ad aprire i canali per poi espellere le tossine ed assorbire i principi attivi di erbe ed oli.

Ammetto che fui molto sorpresa dell’effetto del ghee medicato a digiuno. Normalmente si pensa alla depurazione come una mera procedura fisica ma non è assolutamente così. La mente si pulisce allo stesso momento ed espelle tutta la tensione, stress, rabbia, tristezza e pensieri negativi.

Mi ricordo il dottore che mi disse il primo giorno: “se ti dovessi sentire arrabbiata o poco calma è normale, non ti preoccupare”; io gli risposi che assolutamente era impossibile che perdessi la pazienza, non l’avessi mai detto il terzo giorno in classe durante la lezione incominciai a piangere ed urlare perchè non volevo più ingerire il ghee fuso e caldo al mattino appena sveglia. La depurazione mentale era in atto!!! Incredibile!!! Lo stress si stava facendo vivo, stava parlando!!!

Come anticipatomi dal dottor Polian quando arriva l’onda dello stress dopo c’è sempre l’onda della calma mentale, e così fu.

L’inizio di ogni percorso può metterci davanti delle cose che non ci piacciono o addirittura che non sopportiamo ma se pensiamo al risultato finale possiamo ricavarne le forza per andare avanti con equilibrio.

Grazie India

Om