L’INCONTRO CON L’AYURVEDA IN INDIA

Namaste splendidi esseri!!!
Come?Cosa vuol dire Namaste?Ops vero siamo in Italia!!!Mi sento cittadina del mondo e con il cuore e la testa sempre in Asia!!!
Namaste è uno dei tanti saluti presenti sulla terra indiana e sarà uno dei saluti per voi da parte nostra, un saluto pieno di amore e felicità!
Questo primo articolo lo vogliamo dedicare all’Ayurveda, l’Ayurveda che ho conosciuto attraverso un viaggio introspettivo in India.
Tutte le esperienze che ne sono conseguite stanno dando i loro frutti anche qui a Milano con tutti voi.
Il mio amore per l’Ayurveda è nato con una coincidenza. Stavo attraversando una sorta di prova emotiva a Zurigo, durante l’anno 2013, ero ad un bivio: procedere comunque per il mio primo viaggio in India o fermarmi.
Grazie alla mia grande passione e ragione di vita per i viaggi decisi di partire. Aprì una pagina a caso del mio “amico di viaggio” Lonely Planet e lessi la parola Ayurveda nel capitolo dedicato al Kerala, sentì una forte vibrazione e decisi in un secondo di fiondarmi in Kerala per provare queste “cure naturali indiane”.Dopo essere arrivata a Varkala al cominciare della notte su di una jeep partita dal caotico aeroporto di Trivandrum, il mio cuore era colmo di emozione.
Il giorno seguente mi recai in una piccola clinica di Varkala per “conoscere” l’Ayurveda, mi presentarono il dottore e la sua gentile assistente vestita con un grazioso abito keraliano.

indian lady

La consulta Ayurvedica durò un ora e mezza ed io uscì da quella stanza stupefatta, incantata e felice.
Nessun dottore mi aveva mai chiesto come mi sentissi emozionalmente, i sogni che facevo abitualmente, che rapporto avevo con tutto quello che mi circondava, ed inoltre avevo avuto un check up della mia struttura ossea, di quella muscolare, degli organi interni, della lingua e prima di tutto del polso. Praticamente ero stata visitata a 360 gradi in un’ora e mezza.
Non sembrava reale, il dottore e la sua assistente erano realmente interessati ad andare a monte dei miei disturbi fisici e psicologici.

indian meal

Mi sono state prescritte delle cure dolci (che vi racconterò in dettaglio in uno dei prossimi articoli 😉 ), e con mio stupore il tutto doveva essere accompagnato con lo Yoga mattutino.
Mi sembrava che il mondo fosse diviso in due: la medicina occidentale indietro anni luce, ad esclusione della chirurgia e l’Ayurveda avanti di millenni.
La prima parola che appresi con l’Ayurveda fu: DEPURAZIONE.
Senza un corpo pulito internamente è difficile, se non impossibile rimanere in perfetta salute.
La seconda fu: ESERCIZIO FISICO LEGGERO MATTUTINO.
Un’altra porta si aprì nella mia vita, i preziosi insegnamenti dello Yoga.
Dopo questo di periodo di cure dolci e leggere tra le palme di cocco e la spiaggia di Varkala ero rinata in tutti i sensi, fisicamente ero libera dalle tossine, più leggera e più flessibile, il mio incarnato appariva molto più luminoso e giovane, e la mia mente era calma, concentrata, felice e colma d’amore.
Fu amore folle per l’Ayurveda. Ritornai a Zurigo, dopo la Svizzera ed un primo soggiorno in Francia decisi di ritornare dalla madre India per un viaggio di sei mesi, un viaggio intenso che aveva come uno degli obiettivi principali lo studio dell’Ayurveda e un panchakarma di 21 giorni. (Il panchakarma sarà nel prossimo articolo 😉 )

India river

“Backwater di fronte all’ospedale Ayurveda”
Mi recai sempre nell’affascinante Kerala, questa volta in un piccolo villaggio nella provincia di Kannur, circondato solo dalla foresta e dalle backwaters.
Il villaggio aveva un rinomato ospedale Ayurveda ed è lì che inizia un’intensa esperienza di studio.
Il corso includeva lo studio della scienza Ayurveda, alcune tecniche massaggio e alcuni trattamenti Panchakarma, ovvero i trattamenti di depurazione.
Ovviamente non poteva mancare un corso mattutino di Hatha Yoga.
Se il primo incontro con l’Ayurveda aveva scaturito un amore folle, il secondo scaturì un immenso rispetto per questa scienza medica nata ancor prima del 5000 a.C..
Una scienza medica che prende in considerazione la totalità degli esseri viventi ed utilizza tutto quello che ci circonda per guarire dalle malattie, dalle patologie e dai disturbi di vario genere, e tutto questo con l’uso di materie datoci dalla natura, quali vegetali, animali, metalli, sole, luna, insomma veramente tutto quello che sta attorno a noi.
Ogni giorno che passavo in quell’ospedale mi rendevo conto di quanto sarebbe stato facile vivere in salute se fossimo pronti a seguire la giusta nutrizione e la corretta routine giornaliera, così diversa per ciascun individuo, dato che ogni persona ha dei bisogni differenti in base all’età, al genere, a dove vive, al lavoro che svolge ed alla stagione in cui si trova.
Avevo davanti ai miei occhi pazienti con paralisi, arterie ostruite, problemi psichiatrici, ed altri con problematiche più lievi; tutti stavano guarendo con trattamenti naturali completamente diversi tra loro.
L’ospedale era provvisto di una farmacia Ayurvedica con a capo da cinque generazioni la stessa famiglia, erano loro che provvedevano alla raccolta, alla coltivazione ed alla produzione di medicine naturali di erbe, e alla ricerca di sanguisughe nella foresta per il trattamento rakta moksha, il salasso.
Era un onore vedere l’amore e la passione che avevano per il proprio lavoro.
Passione e sapere che custodivano gelosamente.
Ho imparato molto. Ho appreso l’immenso valore della natura. Siamo veramente un tutt’uno. Tutto ciò che ingeriamo, tutto ciò che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, tutto ciò che è attorno a noi è cibo. E tutto questo viene digerito ed assorbito dal nostro corpo.
Può sembrare arduo cambiare le nostre abitudini alimentari soprattutto se si vive in occidente ma se ci prefiggiamo piccoli obiettivi e piccoli passi, il cambio avviene dolcemente ed in maniera naturale.
Un’altra delle cose che più mi colpì fu l’uso dell’olio e del ghee abbinati alle erbe. E chi avrebbe mai immaginato che questi due preziosi alimenti ci potessero riportare in salute in così breve tempo?
Praticamente una delle tante cose sconosciute al il mondo occidentale è la necessità di essere morbidi all’interno del proprio corpo, e quando dico all’interno mi riferisco veramente a tutto ciò che sta al di sotto della nostra pelle.
Un corpo morbido ed elastico è un corpo che vive più a lungo.
Ma questo argomento merita sicuramente un altro articolo.
Il corso si concluse con la voglia di ritornare e di continuare a studiare, e così fu. Ma anche questa è un’altra storia 😉
Valentina era rinata un’altra volta. E fu così che decisi di avere l’Ayurveda sempre accanto a me.